Nations Cup Final Budapest: due campi restano a Városliget, la sabbia sarà riutilizzata

La finale CEV Beach Volley Nations Cup di Budapest lascia in eredità due campi permanenti e 2.000 tonnellate di sabbia destinate a un nuovo impianto in Ungheria.

Nations Cup Final Budapest: due campi restano a Városliget, la sabbia sarà riutilizzata
Foto: CEV

La CEV Beach Volley Nations Cup Final 2026, disputata a luglio a Budapest, è stata pensata fin dall’inizio per lasciare qualcosa dopo l’ultimo punto. La federazione ungherese (MRSZ) e il comitato organizzatore locale hanno trasformato un torneo di quattro giorni in un esempio di gestione sostenibile, con due campi che restano in modo permanente nel parco cittadino.

Un impianto con un futuro

La competizione si è giocata a Városliget, nel cuore della capitale, vicino a Piazza degli Eroi. Sono stati allestiti cinque campi: tre per le partite e due per il riscaldamento. Due di questi rimangono nel parco, in un’area pubblica gestita dalla Città di Budapest. Saranno liberamente accessibili e potranno ospitare anche eventi giovanili e amatoriali. Per realizzare il sito non è stato abbattuto alcun albero. Dopo il torneo, l’MRSZ si è fatta carico dei costi di ripristino e sistemazione dell’area circostante.

2.000 tonnellate di sabbia, due vite

Per il torneo sono state impiegate circa 2.000 tonnellate di sabbia, prelevate a Dabas, a circa 45 chilometri dal sito. Alcuni campioni sono stati analizzati in laboratorio per verificare il rispetto degli standard internazionali. Al termine dell’evento la sabbia non è diventata un rifiuto. Verrà trasferita per intero in un’altra località e servirà a costruire un nuovo impianto permanente di beach volley in Ungheria, previsto in uso nel corso del 2026. Anche tribune mobili e strutture a container sono state smontate e potranno essere riutilizzate.

Partner scelti in base alle esigenze

Gli organizzatori hanno scelto gli sponsor in base alle funzioni necessarie, senza seguire le classiche categorie Gold o Silver. Per la mobilità elettrica è stata coinvolta BYD, che ha fornito una flotta di veicoli completamente elettrici, più due ibridi. I mezzi sono stati usati per atleti, VIP, ospiti internazionali e trasferimenti aeroportuali per circa tre settimane, preparazione compresa.

Atleti e ospiti sono stati inoltre invitati a usare i mezzi pubblici. Circa 120 ospiti internazionali hanno alloggiato in un hotel a 15 minuti a piedi dal sito, nonostante fosse disponibile una soluzione più economica. Il risultato è stato un minor numero di trasferimenti quotidiani.

Acqua, plastica e branding

  • otto punti di rifornimento collegati alla rete idrica pubblica per incoraggiare l’uso di borracce;
  • 1.800 bottiglie PET da un litro di acqua MIZSE per gli atleti, come richiesto dai regolamenti CEV/FIVB;
  • tutte le bottiglie raccolte e restituite al sistema ungherese di recupero con cauzione, senza finire nei rifiuti generici, secondo gli organizzatori;
  • cartellonistica, pannelli e ombrelloni pensati per essere utilizzabili ancora per uno o due anni.

I limiti e i prossimi passi

Non sono stati redatti un report di sostenibilità formale né un calcolo completo dell’impronta di carbonio. Il consumo energetico non è stato misurato come indicatore ambientale dedicato, anche se il sito era alimentato dalla rete elettrica, con illuminazione LED e senza generatori diesel. Mancano inoltre stime sulle emissioni evitate. Gli organizzatori vogliono migliorare proprio su questo: misurare con precisione l’impatto delle azioni.

Sul fronte digitale, la società incaricata ha registrato oltre 4,7 milioni di impression e 110.000 interazioni, solo nel pubblico ungherese. L’MRSZ sta lavorando anche a reti da pallavolo realizzate interamente con materiali riciclati, progetto non pronto per la Nations Cup Final.

Fonte: CEV · Foto: CEV

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