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Riccardo Giumelli: “Non ho mai detto che non avrei giocato”

Dopo il mio articolo di ieri sulla tappa di Casal Velino (leggi qui), questa mattina ho avuto modo di parlare telefonicamente con Riccardo Giumelli, che, nonostante il disappunto per quello che ho scritto, in modi molto garbati ha voluto replicare al mio articolo. Riporto di seguito la risposta di Giumelli:

In merito a quanto ho letto sul tuo articolo di ieri, vorrei esprimere alcuni concetti su quanto accaduto a Casal Velino. La settimana scorsa ho firmato una lettera di cui ho piena coscienza e di cui condivido ancora oggi ogni cosa, ma da nessuna parte c’era scritto che i firmatari, in assenza di risposte dalla Federazione, non avrebbero giocato il torneo. Se ci fosse stato scritto non l’avrei firmata perché a mio avviso i tempi ed i modi sono stati a mio avviso sbagliati! E di questo mio pensiero gli atleti ne sono stati sempre a conoscenza.

Ho giocato a Casal Velino e giochero’ a San Teodoro perché mi sono iscritto e devo pensare alla mia carriera da atleta (sia indoor che beach volley). Tutti sapevano questa cosa, compresa la necessità di tutelare atleti di serie A e B da eventuali squalifiche.

Non sono stato e non sono il portavoce di nessuno. Non ho mai detto a nessuno “gioca o non gioca”, ma venerdì sera ho espresso a tutti i giocatori del main draw il mio pensiero e soprattutto che ogni decisione era da rispettare. Sia quella di chi si fosse ritirato, sia quella di chi come me era intenzionato a giocare. Tutti, e dico tutti, in teoria, saremmo dovuti essere dalla stessa parte!!

Ad oggi sto leggendo ogni tipo di cosa sui social network. Non ho bisogno di lezioni di morale da parte di nessuno: è da 7 anni che gioco con 2 compagni (Riccardo Fenili e Sergio Seregni), ho fatto tornei di qualifiche con entrambi e vedo nel progetto l’unica idea di sport. 

Ho chiuso al nono posto il torneo di Casal Velino perché ho perso con due coppie che in questo momento hanno dimostrato di essere più forti di Giumelli/Seregni. Trovo la tua provocazione inutile e dannosa per la mia immagine (ndr molto serenamente ho confermato telefonicamente a Riccardo che la mia era una provocazione “giornalistica”, e non di certo un attacco personale all’atleta i cui risultati sportivi e non negli anni parlano per lui).

Mi esprimo nuovamente senza remore nei confronti di un Campionato Italiano illogico nei montepremi, nell’organizzazione, nell’assenza di ospitalità e di uno speaker adeguato. Purtroppo, è finito tutto!

Pier Paolo Pallassini (foto Facebook Sport Workshops)

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