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Con Daniela Gattelli i "Valori dello Sport" incontrano il beach volley

“I Valori nello Sport” è anche una storia di facce. Quelle dei ragazzi che guardano con stupore e commozione la bellissima videoclip sulle Olimpiadi di Londra che racconta in meno di quattro minuti una storia straordinaria  sport, di emozioni, di un evento universale che affascina e rapisce. Ragazzi che attraverso le imprese dei loro eroi seguono il filo delle emozioni e dei loro sogni, cercando con naturale convinzione un’identificazione positiva. Ragazzi che poi seguono con altrettanta passione il Campione di turno che il progetto del CONI Lazio porta nella loro scuola, sentono la sua storia sportiva e umana, pongono domande, raccolgono autografi, si sentono protagonisti. Anche stamattina, presso l’IC San Sisto di Roma, è andata così, grazie anche una fantastica Daniela Gattelli, uno dei vanti del Beach Volley italiano, capace di regalare al nostro Paese un Europeo, un quinto posto alle Olimpiadi di Atene e una serie interminabile di tornei insieme alla compagna di sempre, la romana Lucilla Perrotta. “Ho cominciato a fare sport prestissimo, ciclismo, atletica, danza. Per quest’ultima ero troppo alta, sono passata alla pallavolo ed è scoppiato il grande amore, a quindici anni ero già in serie A”. Poi è arrivato il momento del beach. “Lo giocano d’estate e mi affascinava, poi per esso ho rinunciato all’indoor che pure mi stava dando grandi soddisfazioni, ho ricominciato daccapo, è stata una sfida con me stessa, l’ho vinta e questo mi ha dato tanto sul piano interiore. Gli allori, le vittorie, sono cose bellissime, ma prima di tutto viene la passione e il divertimento, a trentatré anni ho detto basta proprio perché non mi divertivo più”. Le domande. “Come hai conciliato sport e studio?”. “Con un po’ di sacrificio e organizzazione del tempo, non mi è pesato farlo”; “Come erano i rapporti con la tua compagna di squadra?”. “Eccellenti, alla fine eravamo quasi due sorelle, ma abbiamo dovuto venirci incontro. Mantenere gli equilibri di squadra insegna a rispettare gli altri anche nella vita”. “I più e i meno della tua vita sportiva?” “I primi molti di più, amicizie, conoscenza del mondo, rispetto delle regole, disciplina, fare quello che hai sognato da bambina, sacrifici e sudore in allenamento, ho rinunciato a qualche festa, ho vissuto anche lontano dalla mia famiglia, ma sono cose che si gestiscono”. “Come hai conciliato sport e vita privata?” “Con equilibrio e seguendo sempre sia il sentimento che la ragione. Fidanzati?, Si ne ho avuti, poi da molti anni è arrivato quello vero, sono sposata e ho un figlio”. “Come ti alimentavi?”. “Intanto niente diete assurde, mangiavo di tutto con la giusta moderazione ed evitando solo i cibi troppo pesanti. Così dovere fare voi, ma dovere fare anche una vita sana e usare la testa”. In molti sport si pratica il doping, e tu?”, “nella pallavolo di fatto non esiste e ancor meno nel Beach. Non mi piace chi bara, è innanzi tutto un tradimento verso se stessi, e poi fa malissimo”. “Oggi che fai l’allenatrice di giovanissimi, quali valori trasmetti e cosa si prova”. “E’ bellissimo lavorare con i giovani, provo a trasmettere la mia passione, le emozioni che può dare lo sport, rispettare certi valori che uno sportivo deve sempre avere ben presenti. Nel 2013 con il Lazio ho vinto l’oro al Trofeo delle Regioni. Metto questo successo all’apice delle mie sensazioni”. “Hai un idolo o un modello cui ispirarti?”. “Si, tutti quegli atleti disabili che con forza d’animo incredibile riescono a fare un’attività sportiva. Danno una lezione di vita a tutti. La vera medaglia d’oro dello sport e la nostra ammirazione va tutta a loro”. Presenti all’incontro il Delegato CONI di Roma Alessandro Fidotti, la docente di Educazione Motoria Marina Formica e la Preside Suor Maria Flora. Finale con foto ricordo e agli autografi. “Sono orgogliosa e sorpresa di questa esperienza. Sono felice che il CONI abbia pensato a me”, ha detto alla fine Daniela.

fonte lazio.coni.it

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