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Dopo 610 giorni di “esilio forzato”, bentornato World Tour!

Ebbene si… 
Il momento che pensavo non sarebbe mai arrivato è finalmente arrivato! 
Per chi ha seguito tutta la mia storia sarà più facile comprendere il perché dei miei sentimenti, potrà comprendere quello che sto provando e quanta attesa ed emozione ho in questi ultimi giorni prima del grande giorno! 
Il 22 aprile, mercoledi, finalmente scenderò in campo internazionale dopo 610 giorni di “esilio forzato”…
Mi sto caricando assieme a Francesca…;-)
Mercoledì sarà uno di quei giorni che ricorderò per tutta la mia vita, dalla sveglia a quando mi addormenterò perché indipendentemente da come andranno le partite per me sarà una vittoria essere riuscita a tornare lì dove l’amore per questo sport mi ha voluto far tornare…
Li dove ho vissuto i momenti più belli della mia carriera sportiva, li dove tante volte ho pianto e dove tantissime altre ho esultato a squarciagola… Lì dove la mia famiglia e i miei amici mi hanno visto essere il meglio di me stessa. 

Normalmente un atleta prima di una competizione è in tensione perché vuole raggiungere il miglior risultato possibile… Per me sarà sempre così ma sarà tutto contornato dalla bellezza e dalla consapevolezza che finalmente posso tornare a fare quello che amo nella vita… Un qualcosa che brutalmente mi è stato portato via nell’ultimo anno e mezzo. 
Quello che cambierà è anche la consapevolezza che il mio primo tifoso purtroppo non sarà più a casa a potermi tifare, ma sono certa che da lassù mi proteggerà e finalmente potrà vedere tutte le mie partite in prima fila e non arrabbiandosi con il suo povero computer quando le partite saltano nel bel mezzo del momento cruciale…
Mancherà sicuramente questa parte di quello che sono ma grazie alla sua forza e ai suoi insegnamenti sono di nuovo qui e proverò a dare e a fare sempre il mio massimo, consapevole delle mille difficoltà e della grossa forza che io e le persone che mi sono a fianco dovremo avere.
Non vi nascondo che quello che provo è un mix di felicità e di rabbia, perché tutto questo non doveva accadere e perché tutto questo si poteva e si doveva evitare.
Lo sport deve rimanere libertà, felicità, espressione caratteriale, unità, amicizia, passione, serenità ma soprattutto in un mondo già così difficile deve poter essere uno sfogo e una via di uscita per chiunque…
Ragazzi…è tutto pronto… 
In bocca al lupo a me e Francesca e…
Che il lupo sia con noi!!!

Greta

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