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I racconti del Coach: Vincere con rispetto

Sono di ritorno da una settimana passata in Giappone. Forse diventerò l’allenatore della nazionale femminile, ma per il momento vorrei fare delle considerazioni sul popolo e la cultura giapponese.

In realtà ero già stato alcune volte in Giappone, ed alcune idee ed alcune esperienze le avevo già maturate. Inoltre la frequentazione in questi ultimi tempi di amici giapponesi avevano ulteriormente contribuito a farmi capire ed apprezzare questo popolo. Ma quest’ultimo viaggio, e l’impatto con le persone che ho conosciuto, è stato davvero speciale.

Si fa un gran parlare da noi in Italia di valori come RISPETTO, DISCIPLINA, ORGANIZZAZIONE, UMILTA’, ORDINE. In Giappone questi valori non sono discussi, sono semplicemente applicati. E senza nessuno sforzo, perché tutti i bambini giapponesi li acquisiscono con il latte delle mamme.

Con una battuta direi: la cultura diventa natura.

Potrei fare una marea di esempi. Da dove iniziare? Forse dal presidente della federazione (la potente JVA) che prende la metro per andare ad un meeting? Dalle giocatrici che dopo un allenamento di 3 ore tirano la sabbia lasciando il campo in maniera impeccabile? Dal fatto che i passeggeri dei treni tengano il telefono silenziato? Dal vedere tutti all’aeroporto prodigarsi per accorciare i tempi della mia attesa al check in, alla dogana, al controllo passaporti? Dai fumatori che rispettano rigorosamente le zone per loro adibite (anche per strada e nei parchi)? Dalla gentilezza e disponibiltà straordinaria con cui si viene accolti nei ristoranti, negli alberghi, nei negozi?

Oggi ho visto una persona addetta ai biglietti in una stazione metro che ha lasciato il suo gabbiotto per raccogliere un pezzo di carta.

Ho visto un lavavetri al lavoro con meticolosità. Ho visto un vigile urbano molto vigile e molto urbano. E tanto altro…

Qui il non disturbare gli altri ed anzi aiutare il prossimo è all’ordine del giorno, e la convivenza sociale ne trae un vantaggio straordinario.

Magari il tutto a leggero discapito di quella che potremmo definire flessibilità o creatività. Ma il bilancio resta altamente positivo.

Tutti avremmo un po’ bisogno del vaccino giapponese contro l’inciviltà.

Spero di venire a lavorare qui. Probabilmente non avrò giocatrici straordinarie, l’impegno sarà molto duro, ma ho una gran voglia di tuffarmi in questa cultura.

E magari una cultura che privilegia il rispetto, la disciplina, l’organizzazione, porterà a risultati sorprendenti.

Adoro le sfide.

The coach

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