Clamoroso, Marco Solustri lascia la Russia!

Insieme al tecnico italiano lascia la nazionale russa il preparatore atletico Fabrizio Magi. A pesare sulla scelta il repulisti annunciato da Putin a seguito dell’abbattimento del caccia russo da parte dei turchi nel novembre scorso. L’intervista con il coach romano

Game over! A 7 mesi dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro Marco Solustri non è più l’allenatore della Russia femminile di beach volley. Una continental cup, una world cup, il successo alle universiadi, una medaglia d’oro al Gran Slam di Klagenfurt e due primi posti agli Open di Anapa non sono bastati all’allenatore romano per rimanere in sella fino alla naturale scadenza del contratto. La scelta della federazione russa, avvenuta a dicembre, sarà ufficializzata ai media solamente nei prossimi giorni. Noi di BeachVolleyTour siamo riusciti a contattare coach Solustri che ci ha concesso un’intervista.

Redazione: Ciao Marco, il 2016 inizia sicuramente come non te lo saresti immaginato. Come si è arrivati alla decisione della Russia di sollevarti dall’incarico di primo allenatore della squadra femminile?

E’ stata una decisione alquanto sorprendente. Con la federazione nelle settimane precedenti alla decisione stavamo stilando il programma di allenamenti per la stagione invernale fino ad aprile. Stavamo inoltre discutendo del rinnovo del contratto per almeno un altro anno, poiché molto probabilmente i Mondiali del 2017 si svolgeranno proprio in Russia (ndr Sochi). Invece dopo le vicende politiche di fine novembre scorso ho avvertito sensazioni non positive al riguardo, ed in effetti le cose sono poi precipitate a metà dicembre. Di certo se la federazione avesse voluto cambiare guida tecnica, lo avrebbe fatto a fine agosto, e non a 7 mesi dalle Olimpiadi. Anche perché sono certo che non sia mai esistito un “piano b”. Ora la squadra è stata data in mano ad un allenatore russo che ha ricoperto il ruolo di mio assistant coach nei primi due anni del mio mandato, mentre da assistant coach è stato ingaggiato un altro allenatore che recentemente mi era stato proposto come aiuto e che avevo invece rifiutato.

R: Come hanno reagito le ragazze che stavi allenando?

Le ragazze appresa la notizia mi hanno scritto dicendomi che erano scioccate da questa decisione. Purtroppo non ho avuto modo di vederle fisicamente, ma via mail mi hanno fatto avere delle bellissime lettere ringranziandomi del lavoro svolto dal punto di vista tecnico soffermandosi anche sui valori umani  che gli avrei trasmesso in questi 4 anni. Personalmente mi spiace di non poter portare a termine il quadriennio poiché mancava veramente poco alle Olimpiadi, a cui molto probabilmente saremmo riusciti ad essere presenti con almeno una coppia. Devo ammettere che aver lavorato per così tanto tempo a contatto con la burocrazia russa mi ha un po’ sfiancato: oltre a condurre tecnicamente le squadre più di una volta ho dovuto provvedere anche a risolvere aspetti organizzativi. Inoltre non mi posso ritenere completamente soddisfatto dei risultati raggiunti, sia dal punto di vista del gioco che da quello del ranking raggiunto. A pesare sul bilancio sportivo c’è stato inoltre il fatto che tutte le mie atlete hanno affrontato negli ultimi anni almeno una gravidanza, interrompendo così a turno tutto il lavoro programmato.

R: Fai parte del gotha internazionale del beachvolley. Questa notizia, ancora non ufficiale ma già all’orecchio di molti addetti ai lavori, sicuramente non sarà passata inosservata. Ti ha contattato già qualcuno?

L’ufficializzazione in Russia sarà data a breve. Ho avuto già alcuni contatti ma voglio affrontare le cose con calma. Il beach volley è la mia vita e molto probabilmente continuerò ad allenare, cercando qualcosa che mi dia degli stimoli. Al momento mi godo il mio otium, fatto di libri e di studio. Cosa che negli ultimi 20 anni (ndr Marco allena ininterrottamente dal 1996) non ho mai avuto il privilegio di fare. Non escludo comunque la possibilità di intraprendere delle attività parallele al beach volley, magari legate alla formazione tecnica o agli aspetti mentali fondamentali per questo gioco.

R: Nel 2000 lasciasti la guida della nazionale italiana di beach volley con un quinto posto di Solazzi-Bruschini alle Olimpiadi di Sydney. Come saprai sulle panchine federali italiane c’è stato sempre un bel “fermento”, vedi i recenti cambi di conduzione tecnica nel maschile (leggi qui l’articolo) ed il ritorno di Lissandro nel femminile dopo la breve parentesi in Kazakistan. Se dovesse arrivare una chiamata dall’Italia (maschile o femminile), ti siederesti nuovamente sulla panchina azzurra?

Ho un ottimo rapporto sia con lo staff che con gli atleti maschili e femminili azzurri. Il richiamo delle radici e la possibilità di allenare una squadra del proprio paese rappresenta sicuramente uno stimolo molto forte per qualsiasi allenatore, me compreso. Vedi Julio Velasco, che ad un certo della sua carriera ha deciso di rinunciare a progetti forse anche più allettanti dal punto di vista economico al di fuori del suo paese per tornare ad allenare in Argentina. Quindi questa è un’ipotesi che non posso escludere a priori e che avrebbe comunque il suo fascino.

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